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Psiconomia
  • PanurgePanurge
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    http://www.repubblica.it/economia/2017/10/09/news/premio_nobel_economia_2017-177763408/

    Il nuovo nobel   unisce economia e psicologia cognitiva  postulando una prevedibilità di comportamenti "economicamente irrazionali" di massa,  un passo verso Hari Seldon e la psicostoria. Forza Asimov  
    :)>-
  • gianpgianp
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    aspettando che arrivi il Mulo...
  • PanurgePanurge
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    Asini però ne vedo un fottio.
  • PanurgePanurge
    Posts: 27,145Member
    Ma solo perché sono vicino a questo

  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member
    http://www.repubblica.it/economia/2017/10/09/news/premio_nobel_economia_2017-177763408/

    Il nuovo nobel   unisce economia e psicologia cognitiva  postulando una prevedibilità di comportamenti "economicamente irrazionali" di massa,  un passo verso Hari Seldon e la psicostoria. Forza Asimov  
    :)>-


    mi sembra il contrario di quello che si dice spesso, cioè che il consumatore agisce in modo razionale.

    finalmente se ne sono accorti che una persona con un bancomat in mano è pericoloso per sè stesso, ce n'è voluta...

    l'articolo del sole:

    Qualcuno ha detto: se vuoi essere sapiente, aggiungi qualcosa ogni giorno alla tua conoscenza; se vuoi essere saggio, togli qualcosa ogni giorno. L'Accademia svedese, nell'assegnare il Nobel di economia a Richard Thaler, segna un'altra tappa nella (troppo) lenta marcia di avvicinamento fra l'Homo oeconomicus e l'Homo di tutti i giorni. Da qualche anno a questa parte, le assegnazioni dei Nobel economici ‘tolgono qualcosa' al ritratto razionale e freddo che la ‘scienza triste' faceva dell'Homo oeconomicus.Una scienza triste, si dice, che ha un pallottoliere al posto del cuore: si occupa solo di avere il massimo risultato col minimo dispendio di mezzi. Dietro tutto questo vi è un'ipotesi: l'uomo è un animale razionale, l'homo sapiens è un homo oeconomicus, le decisioni sono prese dopo aver soppesato il dare e l'avere, con il bilancino del farmacista e la cura di un ragioniere.

    Ma l'uomo è veramente un animale razionale? Certamente sì. Dopotutto la ‘ragione' ci ha fatto posare degli astronauti sulla luna. Ma questo non vuol dire che tutte le decisioni siano razionali. La storia economica ci offre tanti esempi di eventi in cui domina l'irrazionalità, specie per quel che riguarda la finanza: dalle crisi del Seicento e Settecento (tulipani, Mari del Sud, Mississippi…), giù fino alla crisi del '29, alle bolle della Borsa nella cosidetta ‘crisi dot.com' del 2000, e ancora fino alle recenti allucinanti pazzie della finanza che hanno portato alla Grande recessione. Fino a non molto tempo fa gli economisti non si erano preoccupati troppo di questi episodi di irrazionalità: li consideravano delle aberrazioni, delle eccezioni alla regola. Ma poi le cose cambiarono. Oggi c'è una branca dell'economia, chiamata ‘finanza comportamentale' che riconosce come l'uomo sia un animale più complesso di quel che si credeva.
    Si potrebbe irridere al fatto che gli economisti si accorgano solo ora che molte decisioni in campo economico/finanziario sono prese con l'istinto e col cuore, con le avversioni e le pulsioni lontane dal calcolo razionale. Richard Thaler non è il primo esponente della ‘economia comportamentale' a ricevere un Nobel. Prima di lui ci sono stati Herbert Simon (1978), Gary Becker (1992), Daniel Kahnemann (2002), Robert Shiller (2013). Ma, come si vede da questo breve elenco, da quando furono fondati i Nobel dell'economia (1969 e fino alla fine del secolo furono due i Nobel assegnati a economisti che mettevano in luce i limiti dell'Homo oeconomicus; dall'inizio di questo secolo, in soli 17 anni, le assegnazioni sono state già tre. - Segue -

  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member

    Richard Thaler ha esplorato le interazioni fra economia e psicologia con grande ricchezza di esempi e finezza di analisi. Sue sono, per esempio, le teorie sul ‘nudge' (il ‘tocco gentile'), un modo di interagire fra Governo e cittadini che mira a ottenere il risultato (per esempio, pagare le tasse) con metodi meno coercitivi e invasivi di una occhiuta lotta all'evasione. Oppure, evocando il metodo di Ulisse per sottrarsi alle lusinghe delle sirene, ‘legarsi le mani' con impegni di lungo termine (per esempio, destinare una parte del salario alla previdenza complementare, o fare di questo impegno la ‘default option' nei contratti di lavoro) per sottrarsi alle tentazioni di spendere tutto oggi (evitare insomma che i cittadini, come Oscar Wilde, finiscano col dire «posso resistere a tutto, fuorché alla tentazione»).
    Thaler ha un grosso debito con l'altro laureato del Nobel, Herber Simon. In che cosa sono guidate le imprese nelle loro decisioni? Gli economisti della vecchia scuola avrebbero risposto che le imprese prendono quelle decisioni che rendono massimo il profitto. Dopotutto, lo scopo di ogni imprenditore è quello di far soldi e la ‘massimizzazione del profitto' ne è la stella polare. E, perché questa ossessione del profitto non sia scambiata per animo grezzo e meschino, non mancavano modelli matematici che dimostravano come il perseguimento del massimo profitto porta al massimo benessere, non solo per gli imprenditori ma per tutta la popolazione.
    Ma Simon non si contentò di questa risposta. Convinto che fosse possibile analizzare la condotta umana con metodi scientifici (così come la fisica o la chimica analizzano la ‘condotta' della natura), andò a guardare da vicino queste decisioni. E riscontrò come mancavano, nella realtà, tante condizioni che la teoria stipulava: l'imprenditore può sempre prevedere le conseguenze delle sue azioni, agisce in modo razionale e cerca sempre di massimizzare il profitto. Solo se queste condizioni si realizzano le equazioni degli economisti puri assicurano che si realizza il migliore dei mondi possibili.
    Ma queste condizioni non si realizzano mai: chi può dire di poter sempre preveder le conseguenze delle proprie azioni? E chi può dire di poter sempre prevedere le azioni e le reazioni degli altri? Visto che viviamo in un mondo imperfetto, come costruire un'altra ‘stella polare' per guidare le decisioni? Simon ricorse a strumenti matematici e a simulazioni al computer per costruire un ‘manuale delle decisioni' che tenesse conto dell'incertezza e soprattutto che tenesse conto di come una grande impresa fosse diversa dal mitico ‘imprenditore individuale'. Una volta che la proprietà è separata dalla gestione, e l'impresa diventa un'entità a parte, che suscita spirito di gruppo e conflitti di potere, le decisioni si colorano di una serie complessa di motivazioni non razionali.
    Insomma, nello schema ‘simoniano', le imprese non cercano più di massimizzare il profitto o, per meglio dire, cercano di massimizzarlo ma all'interno di una ‘razionalità confinata', recintata, cioè, dall'incertezza e da legami e idiosincrasie sociali e personali: : quella ‘bounded rationality' riscoperta ed estesa da Thaler. Tutto questo potrà sembra una questione di buon senso, ma succede spesso che pensatori di genio arrivino a delle conclusioni che, viste a posteriori, sembrano ovvie; ma che fatica per diradare la nebbia che avvolgeva le conclusioni precedenti!
    fgalimberti@yahoo.com
  • PanurgePanurge
    Posts: 27,145Member
    kauko said:

    http://www.repubblica.it/economia/2017/10/09/news/premio_nobel_economia_2017-177763408/

    Il nuovo nobel   unisce economia e psicologia cognitiva  postulando una prevedibilità di comportamenti "economicamente irrazionali" di massa,  un passo verso Hari Seldon e la psicostoria. Forza Asimov  
    :)>-


    mi sembra il contrario di quello che si dice spesso, cioè che il consumatore agisce in modo razionale.

    finalmente se ne sono accorti che una persona con un bancomat in mano è pericoloso per sè stesso, ce n'è voluta...

    l'articolo del sole:

    Qualcuno ha detto: se vuoi essere sapiente, aggiungi qualcosa ogni giorno alla tua conoscenza; se vuoi essere saggio, togli qualcosa ogni giorno. L'Accademia svedese, nell'assegnare il Nobel di economia a Richard Thaler, segna un'altra tappa nella (troppo) lenta marcia di avvicinamento fra l'Homo oeconomicus e l'Homo di tutti i giorni. Da qualche anno a questa parte, le assegnazioni dei Nobel economici ‘tolgono qualcosa' al ritratto razionale e freddo che la ‘scienza triste' faceva dell'Homo oeconomicus.Una scienza triste, si dice, che ha un pallottoliere al posto del cuore: si occupa solo di avere il massimo risultato col minimo dispendio di mezzi. Dietro tutto questo vi è un'ipotesi: l'uomo è un animale razionale, l'homo sapiens è un homo oeconomicus, le decisioni sono prese dopo aver soppesato il dare e l'avere, con il bilancino del farmacista e la cura di un ragioniere.

    Ma l'uomo è veramente un animale razionale? Certamente sì. Dopotutto la ‘ragione' ci ha fatto posare degli astronauti sulla luna. Ma questo non vuol dire che tutte le decisioni siano razionali. La storia economica ci offre tanti esempi di eventi in cui domina l'irrazionalità, specie per quel che riguarda la finanza: dalle crisi del Seicento e Settecento (tulipani, Mari del Sud, Mississippi…), giù fino alla crisi del '29, alle bolle della Borsa nella cosidetta ‘crisi dot.com' del 2000, e ancora fino alle recenti allucinanti pazzie della finanza che hanno portato alla Grande recessione. Fino a non molto tempo fa gli economisti non si erano preoccupati troppo di questi episodi di irrazionalità: li consideravano delle aberrazioni, delle eccezioni alla regola. Ma poi le cose cambiarono. Oggi c'è una branca dell'economia, chiamata ‘finanza comportamentale' che riconosce come l'uomo sia un animale più complesso di quel che si credeva.
    Si potrebbe irridere al fatto che gli economisti si accorgano solo ora che molte decisioni in campo economico/finanziario sono prese con l'istinto e col cuore, con le avversioni e le pulsioni lontane dal calcolo razionale. Richard Thaler non è il primo esponente della ‘economia comportamentale' a ricevere un Nobel. Prima di lui ci sono stati Herbert Simon (1978), Gary Becker (1992), Daniel Kahnemann (2002), Robert Shiller (2013). Ma, come si vede da questo breve elenco, da quando furono fondati i Nobel dell'economia (1969 e fino alla fine del secolo furono due i Nobel assegnati a economisti che mettevano in luce i limiti dell'Homo oeconomicus; dall'inizio di questo secolo, in soli 17 anni, le assegnazioni sono state già tre. - Segue -



    Bastava accompagnare la moglie all'Ikea.
  • Fabio CottatellucciFabio Cottatellucci
    Posts: 21,969Member
    Da parecchio tempo gli studi economici hanno preso la strada dell'approccio psicologico.

    Gli esperti di marketing c'erano arrivati molto prima che questi modelli, portati avanti anche da alcuni economisti, fossero accettati dai senati accademici...
  • mozarteum
    Posts: 52,768Member
    La bolla dot.com. fu dovuta ai troppi commercialisti
  • gpbgpb
    Posts: 24,190Member
    Tutto è dovuto ai troppi commercialisti =))
  • dufaydufay
    Posts: 62,754Member
    Commercialisti vil razza dannata
  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member
    Panurge said:



    Bastava accompagnare la moglie all'Ikea.



    non hanno moglie.

    non hanno ikea.

    terzium nun c'è. 
  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member

    Da parecchio tempo gli studi economici hanno preso la strada dell'approccio psicologico.

    Gli esperti di marketing c'erano arrivati molto prima che questi modelli, portati avanti anche da alcuni economisti, fossero accettati dai senati accademici...



    non è esattamente la stessa cosa:

    il MKTG è una 'scienza' manipolativa con ovvie ricadute sul psicologico, invece l'economia non so che è... :-D
  • Martin
    Posts: 11,123Member
    che l' homo oeconomicus super-razionale fosse una chimera, lo sospettava pure Adam Smith...
  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member
    Martin said:

    che l' homo oeconomicus super-razionale fosse una chimera, lo sospettava pure Adam Smith...



    che però si invento la storia della mano invisibile: Tutti a fare finta di crederci.
  • gianpgianp
    Posts: 5,609Member
    Parlare di scelte economiche razionali in un forum di hi-fi con persone che possono spendere diverse migliaia di euro per un metro di rame per consentire agli elettroni di scorrere più liberi è abbastanza comico... :D
  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member
    gianp said:

    Parlare di scelte economiche razionali in un forum di hi-fi con persone che possono spendere diverse migliaia di euro per un metro di rame per consentire agli elettroni di scorrere più liberi è abbastanza comico... :D



    :))

    vero, ma coerente col nuovo nobel. :-D
  • °Guru°°Guru°
    Posts: 18,812Member
    Da parecchio sostengo che tante nostre scelte che consideriamo razionali invece sono dettate dagli impulsi dell'inconscio: costruiamo un paravento di razionalità per spiegaci e giustificare certi nostri desideri provenienti dal profondo.
  • PanurgePanurge
    Posts: 27,145Member
    Quello di scarpe?
  • °Guru°°Guru°
    Posts: 18,812Member
    Anche, perché no.
  • PanurgePanurge
    Posts: 27,145Member
    Non è facile delimitare il campo, tutto il progresso si è sviluppato su bisogni considerabili come irrazionali già dalla generazione precedente e via così.
    Post edited by Panurge at 2017-10-10 12:34:04
  • °Guru°°Guru°
    Posts: 18,812Member
    Certamente, Infatti ho detto tante scelte, non tutte..
  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member

    se ci dovessimo davvero limitare al consumo razionale una buona parte dell'industria sarebbe falcidiata e potrebbe chiudere domani.

    nei fatti il razionale è riconducibile a poche robe.

    mi viene una libera associazione di idee di ritorno del razionale nell'impressione che ho che oggi si tenda più ad affittare che a possedere.

    se ne è parlato per es in un thread in cui si discuteva di possedere una imbarcazione, il consiglio che è risultato più razionale è stato quello di affittarla invece che comprarla.
  • mozarteum
    Posts: 52,768Member
    L'aspetto folle non e' desiderare cose irrazionali, ma dannarsi col lavoro per conseguirle
  • °Guru°°Guru°
    Posts: 18,812Member
    Giusto... Lo dice anche il Dalai Lama di noi occidentali.
  • mozarteum
    Posts: 52,768Member
    Si ma senza ridursi con una mantovana addosso
  • gianpgianp
    Posts: 5,609Member
    mozarteum said:

    L'aspetto folle non e' desiderare cose irrazionali, ma dannarsi col lavoro per conseguirle






    In fondo, anche il lavoro svolto in un certo modo risponde a bisogni più o meno inconsci e più o meno irrazionali e a certe condizioni non comporta neppure particolari dannazioni.
    Io trovo più folli quelli che fanno debiti per comprare un impianto hi fi che non uno che lavora come un matto per potersi permettere quel che vuole (nel poco tempo libero... :D ).
    De gustibus.
  • kaukokauko
    Posts: 24,261Member
    mozarteum said:

    L'aspetto folle non e' desiderare cose irrazionali, ma dannarsi col lavoro per conseguirle



    appunto, anche questo è un esempio di irrazionalità che foraggia l'economia.

    gianp said:

    mozarteum said:

    L'aspetto folle non e' desiderare cose irrazionali, ma dannarsi col lavoro per conseguirle






    In fondo, anche il lavoro svolto in un certo modo risponde a bisogni più o meno inconsci e più o meno irrazionali e a certe condizioni non comporta neppure particolari dannazioni.
    Io trovo più folli quelli che fanno debiti per comprare un impianto hi fi che non uno che lavora come un matto per potersi permettere quel che vuole (nel poco tempo libero... :D ).
    De gustibus.


    messa così potrebbe sembrare razionale.

    lo è?
  • Giacomo_Deschamps
    Posts: 2,745Member
    Panurge said:

    http://www.repubblica.it/economia/2017/10/09/news/premio_nobel_economia_2017-177763408/


    Il nuovo nobel   unisce economia e psicologia cognitiva  postulando una prevedibilità di comportamenti "economicamente irrazionali" di massa,  un passo verso Hari Seldon e la psicostoria. Forza Asimov  
    :)>-


    Volevo proprio scrivere la stessa cosa:
    Hari Seldon e la Psicostoria sono una grandissima invenzione. Sembrerà che esagero ma la mia fortuna è stata leggere la Trilogia della Fondazione a 10 anni (la prima volta a 10 anni :-) )
  • PanurgePanurge
    Posts: 27,145Member
    Un po' tardi ma va bene lo stesso
  • gianpgianp
    Posts: 5,609Member
    Ah fenomeni..... io lo lessi la prima volta a 3 anni! :O)

    Scherzi a parte, credo avessi 13/14 anni e fu davvero una lettura fantastica che infatti rilessi un paio di volte nel corso degli anni successivi.