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Musica e Sogno
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    ...Ma dove va la musica quando non suoni più?... Forse ritorna alla sua dimensione di sogno. Musica e sogno, sogno e musica. Qualsiasi suggestione, aneddoto o curiosita che lega sogno e musica è ben accetta ;)

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    “....Trance germogliò da un sogno che ebbi nel luglio del 1994 mentre partecipavo ad un laboratorio. Nel sogno presentavo la mia musica a un compositore di una certa età per sentirne i commenti. Il compositore era una combinazione di Ligeti, Luis Andriessen e il mio stesso maestro Martin Bresnik. L'auotore scrutò le mie partiture una a una, e riuscivo a sentire nella mia mente la musica che lui sentiva nella sua mentre esaminava le partiture. La musica sembrava tutta Mozart. Dopo ogni spartito lui scuoteva la testa in modo scoraggiante. Infine volse lo sguardo verso me e disse: Tu devi lavorare con forze massiccie....Mi svegliai di soprassalto e il mattino seguente mi misi al lavoro di Trance...”   Michael Gordon

    Fra le istruzioni date agli Icebreaker durante le registrazioni si legge “....dovete pensare a un Must Truck (il mostruoso TIR delle freeways americane). Un intero villaggio africano che percuote i tamburi. Un trance groove inesorabile e funky tipo Motown, ma allo stato quasi irriconoscibile”

    Post edited by my2cents at 2017-09-30 18:14:57
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    Altre musiche suggerite in sogno. Michael Harrison partecipò ad un festival a Roma insieme a Terry Riley, Philip Glass e Charlemagne Palestine. La mattina dopo il concerto si svegliò con una nuova accordatura in mente, fuori dalle proporzioni del temperamento equabile,  che chiamò l'accordatura della rivelazione. Egli racconta che gli arrivò proprio come una rivelazione.  ”...Si creano onde oscillanti di pulsante energia sonora. E' una accordatura fatta di tanti suoni cosi' belli che ogni volta che la utilizzo scopro nuove regioni armoniche e mi sento come un esploratore...” Michael Harrison 





    Post edited by my2cents at 2017-10-01 11:17:54
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    la notte del 10 Dicembre 1970 al risveglio, Stockhausen scrive degli appunti su quello che ricorda di aver visto e sentito, nel sogno: “......Un sognante lavoro per orchestra.....L’orchestra è disposta in serie …. Apre la composizione un muro di suono che, ad intervalli di circa venti secondi, cambia frequenze. Dietro questo muro sono disposti ottoni e legni. I più gravi produrranno le fondamentali, i più acuti coloreranno le fondamentali a mo’ di mistura d’organo, procedendo per moto parallelo agli strumenti gravi.....”

    Disposizione dell'orchestra, del direttore,e dei veli colorati tutto è dettato dalle visioni del sogno e della sua simbologia. A guidare il tutto il suono di un antico telaio che Stockhasen vide per la prima volta a Bali nel 1970. Il suono registrato su nastro magnetico rimane “fisicamente” nascosto durante l'intera esecuzione ma rivela la sua essenza “metafisica” rimandando al culto orientale delle matres et matrones ovvero di tre divinità, che sovrintendono alla scansione temporale della vita di ogni essere umano. Le tre divinità sono sempre intese come tessitrici del filo della vita. Ognuna delle tre ha un compito specifico. L’una tiene la rocca, l’altra tesse e l’ultima taglia il filo.

    Anche la scelta del titolo rimane legato ad una dimensione onirica dell'abbandono dell'essere. Inizialmente doveva chiamarsi Jenseints (che esprime l'attimo prima di morire) poi Musica di chi sta per morire con sottotitolo Requiem per Orchestra, per poi passare a Trans inteso come “attraverso” ma anche come trance, transizione e trascendentale. Come il sogno

    Post edited by my2cents at 2017-10-01 21:23:02
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    .....una mattina, mi svegliai con una canzone in testa e un pensiero: dove l’ho già sentita? Forse da mio padre, che di motivi jazz ne conosceva moltissimi. Forse è solo un ricordo - pensai - ma comunque mi sedetti alla tastiera e misi giù gli accordi, giusto per non dimenticarla. Poi per un po’ la suonai a tutti gli amici, domandando: questa la conosci? Perché è impossibile che l’abbia scritta io, l’ho sognata una notte.....” Paul McCartney

    Si scopri' in seguito che era un pezzo composto a Frittole nel 1400 quasi 1500  da Mario :D

    Post edited by my2cents at 2017-10-01 11:21:10
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    Tra gli aneddoti più famosi forse quello riguardante Giuseppe Tartini

    ....Una notte sognai che avevo fatto un patto e che il diavolo era al mio servizio. Tutto mi riusciva secondo i miei desideri e le mie volontà erano sempre esaudite dal mio nuovo domestico. Immaginai di dargli il mio violino per vedere se fosse arrivato a suonarmi qualche bella aria, ma quale fu il mio stupore quando ascoltai una sonata così singolare e bella, eseguita con tanta superiorità e intelligenza che non potevo concepire nulla che le stesse al paragone. Provai tanta sorpresa, rapimento e piacere, che mi si mozzò il respiro. Fui svegliato da questa violenta sensazione e presi all'istante il mio violino, nella speranza di ritrovare una parte della musica che avevo appena ascoltato, ma invano. Il brano che composi è, in verità il migliore che abbia mai scritto, ma è talmente al di sotto di quello che m'aveva così emozionato che avrei spaccato in due il mio violino e abbandonato per sempre la musica se mi fosse stato possibile privarmi delle gioie che mi procurava....”

    ... è ora di andare a dormire. Speriamo bene    I-)  >:)

    Post edited by my2cents at 2017-10-02 00:04:54
  • analogico_09analogico_09
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    When you here music, after it's over, it's gone in the air. You can never capture it again ...

    In tal modo Eric Dolphy risposte all'applauso del pubblico che assisteva ad una sua nultimissima performance live.. Di li a poco finirà anche lui nell'"aria" per ricongiungersi con la sua musica...

    Tiutta la musica del mondo e dei tempi è "inafferrabile" come i sogni.., quindi 'ndo cojo cojo ogni citazione è oniricamente azzeccata...





    Post edited by analogico_09 at 2017-10-03 01:22:25
  • PanurgePanurge
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  • mozarteum
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    Dopo il sogno di geronzio ci vorrebbe quello di ciarrapico
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    "..Un giorno Nusrat avverti' la vocazione e da allora il canto divenne la sua misione. Riprese una antica tradizione familiare che si protraeva da più di sei secoli. Fu un'ispirazione onirica: Nusrat sogno di cantare in un grande monastero musulmano di Ajmer. Sembrava assurdo perchè non lo si era mai concesso a nessuno. Alcuni anni dopo realizzo la sua utopia diffondendo il qawwali per il mondo intero.

    Il Qawwali ha matrici remote che risalgono al secolo XIV o al XII. E' da sempre la musica dei Sufi, forse preesistente alla stessa isstituzione della religione musulmana.

    Storicamente il Qawwali viene risalire all'ordine dei Chisti del Korasan, ed è diffuso in India e soprattutto in Pakistan dove rappresenta la forma più popolare di espressione musicale eseguita in occasione di feste religisose.

    E' una musica per ensemble di nove elementi circa addetti a vari strumenti; l'armonium, le tabla e il dhol (tamburo del Punjab) il dholak (tamburo classico dell'India del Nord). Il Quawwali si incrocia con il raga , cui si ispira, ed è costituito da una struttura prestabilita e da una improvvisata (alap). Nusrat ha contribuito alla formazione di questo genere musicale attraverso l'improvvisazione in stile sargam, dove si cantano i nomi delle note della melodia: per esempio, do/re/mi nella nominazione occidentale, sa/ri/ga in quella indiana..."

    ...bei pezzi, scusate il ritardo, ma Moz con quella ninnananna ha protratto i miei sonni-sogni  :D

    Post edited by my2cents at 2017-10-04 15:11:45
  • my2centsmy2cents
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    ...Rolling Stones (I Can’t Get No) Satisfaction. Keith Richards, chitarra dei Rolling Stones, sostiene di aver creato il celeberrimo riff di Satisfaction mentre dormiva. «Non avevo neppure idea di averla scritta», ricorda nella sua autobiografia, Life. In pratica, svegliatosi una mattina nella sua camera d’albergo, avrebbe trovato misteriosamente riavvolto il nastro della cassetta vergine che aveva infilato la sera prima in un vecchio registratore Phillips. Schiacciato il tasto Rewind, ecco manifestarsi l’abbozzo della canzone che dal 1965 è ai vertici delle classifiche dei migliori pezzi rock e non solo, seguito da quaranta minuti di Richards che russava...”


    Cage avrebbe di sicuro scelto la seconda parte del nastro. Non mi resta che fare lo stesso. Pezzo insolito, ma nell'insieme è un grandissimo album....sperando che Waters oggi possa tornare a ronfare, e magari a sognare un pò di più




    Post edited by my2cents at 2017-10-04 13:58:12
  • analogico_09analogico_09
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    Il sottile confine tra la veglia e il sog(n)no...






  • kaos73kaos73
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    Una volta mi capitò di sognare il seguito di The Wall, addirittura il terzo capitolo... Sensazione vivissima, quelle canzoni potevo praticamente toccarle, tutto in anteprima e tutto per me. Mi svegliai emozionato come non mai, ma anche deluso per un sensazione che letteralmente evaporava con l'aumentare della "consapevolezza". Fortunatamente, viste le sopra citate difficoltà di Tartini nel tradurre in musica quanto sognato, io non so suonare una nota di chitarra o quasi, l'umanità non rischia nulla :D
  • la432hzla432hz
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    Si, mi capita spesso di chiedere al vicino il senso del termine reverie quando assisto ad un concerto di classica e alcuni si addormentano salvo scattare in piedi e applaudire con convinto entusiasmo appena si spegne il riverbero dell'ultima nota.
    Solitamente rispondono:" no, ascriptin e tenormin ma reverie no, sono allergico."
    Post edited by la432hz at 2017-10-04 17:27:36
  • oscarbessioscarbessi
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    Tutti questi aneddoti mi fanno venire in mente Tritonus (scriveva articoli molto divertenti su una piccola rivista musicale, con questo pseudonimo ma era un grande conoscitore di musica).
    Bel tread!
  • Maurjmusic
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    Omaggio al grande Tom Petty
    :
    https://m.youtube.com/watch?v=Y1D3a5eDJIs
  • rael71rael71
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  • rael71rael71
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    Lo so lo so andrebbero in un thread chiamato cinema e sogno ma non ho saputo resistere perchè....  il grande lebowski è il grande lebowski e in fondo la musica c'è....... ;)
    Chiedo scusa in anticipo per l'OT!



  • analogico_09analogico_09
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    la432hz said:

    Si, mi capita spesso di chiedere al vicino il senso del termine reverie quando assisto ad un concerto di classica e alcuni si addormentano salvo scattare in piedi e applaudire con convinto entusiasmo appena si spegne il riverbero dell'ultima nota.

    Solitamente rispondono:" no, ascriptin e tenormin ma reverie no, sono allergico."


    :D

    Confesso che qualche volta, non per noia o stanchezza, conquistato da una forma di ipnosi o di richiamo subcosciente, mi capita di finire in braccio a Morfeo nel bel mezzo di un ascolto musicale dal quale mi sento particolarmente preso. Non è mai un sonno profondo, bensì una sorta di dormiveglia durante la quale, pur non perdendo di "orecchio" il fil rouge conduttore che va facendosi via via più flebile, la musica comincia a dilatarsi, ad espandersi nella mia testa reinventando se stessa, sorta di eco moltiplicatore di accordi, di armonici, di suoni, irrorando di calma beatidudine, oltre il "piacere", ogni parte fisica e morale del mio essere, nel "sentire" pre-logico e affilato che ha la meglio sull'intelligenza e sull'orecchio "speculativi"... E sgorgano fiotti di "precise" astrattezze sonore, remote melopee, nel pieno ri-conoscimento del "se" che si è fatto musica...
    Qualcosa che non saprei spiegare a parole.., ci vorrebbbe... una musica... onirica.








    Post edited by analogico_09 at 2017-10-04 23:38:24
  • la432hzla432hz
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  • my2centsmy2cents
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    Ho voluto aprire il 3d per cercare ulteriori suggestioni dopo aver ripreso in mano da tanto tempo il disco di Gordon e aver ri-letto nel libbretto al suo interno il curioso episodio che lo ispirò alla composizione di Trance, un disco che amo particolarmente. Spesso mi capita di sognare musica, e la descrizione corriposnde proprio a quello che dice kaos 73. La sensazione (audizione) è vivissima durante il sonno e poi sempre più “evanescente” mano mano che la consapevolezza prende il sopravvento.

    Penso che questo in qualche modo possa corrispondere a quello che può succedere anche nello stato di veglia, quando l'asocolto diventa “akroasis” (ascolto interiore) complementare e opposto a quello della “aesthesis” (vedere o percepire esteriore). Caduta la zavorra della mente e i filtri della ragione (come succede nello stato di sonno o trance) ci si rende “disponibili” agli archetipi musicali, ai suoi simboli che risuonano in noi, e in un certo senso, noi stessi, diventiamo l'oggetto del nostro ascolto. Per me è l'attimo dell'”Eureka”, la “necessità” dove tutto appare chiaro, e questo in qualche modo unisce compositore, esecutore ed ascoltatore che diventano compartecipi di un medesimo "attimo" di eternità. Qualcosa di simile a quello che si legge nelle parole di Jim O’Rourke sulla musica di Luciano Cilio. Ma anche qualcosa di simile al bel post di analogico, quando ronfa :D  ;)  che devo quotare

    “….la musica di Cilio sembra emanata dall’autore mentre dormiva, ossia nel momento in cui si è meno furbi e più indifesi, più vicini a se stessi che mai, in un momento nel quale si può chiaramente percepire una necessità che raramente si sente nella musica”....

    ps- ahhahah grande Lebowsky e grande Rael71  ;)


  • rael71rael71
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    Innanzitutto colgo l'occasione che mi offre questo corposo thread ringraziare coloro che in questo forum non si "arrendono" e ringraziarli per l'arricchimento culturale derivante dalla loro "resistenza" (e quando dico culturale intendo non solo musicale, ad es non conoscevo il concetto di reverie)

    Riguardo alla musica che non conoscevo mi ha colpito moltissimo il brano di Michael Gordon, sorprendenti le sonorità del pianoforte di Michael Harrison e interessante anche se faticoso nell'ultima parte (per il mio difficile rapporto con le "esplosioni" free) quello di Otomo Yoshihide.
    Reverie di Debussy con la sua bellezza mi ammonisce come spesso capita per la mia ignoranza classica e chissà che un giorno non ne recepisca il monito, forse quando riuscirò a far diventare i giorni di 48 ore o semplicemente l'età mi porterà a più miti propositi...

    Io umilmente da "rockettaro" porto il mio piccolo contributo.
    La morte di Andy Warhol riuscì a compiere il miracolo artistico di riunire dopo più di vent'anni di separazione e acrimonia, Lou Reed e John Cale che insieme composero il bellissimo e sentito Songs For Drella, per il loro amico e padre putativo ai tempi dei Velvet.
    Nel suggestivo brano "a dream" i due immaginano e raccontano un sogno proprio di Andy Warhol impersonato (o "insognificato") da Cale.

  • kaos73kaos73
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    @my2cents

    Ho voluto aprire il 3d per cercare ulteriori suggestioni dopo aver ripreso in mano da tanto tempo il disco di Gordon e aver ri-letto nel libbretto al suo interno il curioso episodio che lo ispirò alla composizione di Trance, un disco che amo particolarmente. Spesso mi capita di sognare musica, e la descrizione corriposnde proprio a quello che dice kaos 73. La sensazione (audizione) è vivissima durante il sonno e poi sempre più “evanescente” mano mano che la consapevolezza prende il sopravvento.

    Penso che questo in qualche modo possa corrispondere a quello che può succedere anche nello stato di veglia, quando l'asocolto diventa “akroasis” (ascolto interiore) complementare e opposto a quello della “aesthesis” (vedere o percepire esteriore). Caduta la zavorra della mente e i filtri della ragione (come succede nello stato di sonno o trance) ci si rende “disponibili” agli archetipi musicali, ai suoi simboli che risuonano in noi, e in un certo senso, noi stessi, diventiamo l'oggetto del nostro ascolto. Per me è l'attimo dell'”Eureka”, la “necessità” dove tutto appare chiaro, e questo in qualche modo unisce compositore, esecutore ed ascoltatore che diventano compartecipi di un medesimo "attimo" di eternità. Qualcosa di simile a quello che si legge nelle parole di Jim O’Rourke sulla musica di Luciano Cilio. Ma anche qualcosa di simile al bel post di analogico, quando ronfa :D  ;)  che devo quotare

    “….la musica di Cilio sembra emanata dall’autore mentre dormiva, ossia nel momento in cui si è meno furbi e più indifesi, più vicini a se stessi che mai, in un momento nel quale si può chiaramente percepire una necessità che raramente si sente nella musica”....

    Mi permetto di sottolineare alcuni tuoi passi, che non posso che sposare...
    Fra i pezzi di musica che amo maggiormente ve ne sono alcuni per i quali non riesco immaginare siano frutto "solo" di una mano umana. Appartengono piuttosto ad un patrimonio sospeso, fluttuante in un certo qual modo sopra le nostre teste. Agli "autori materiali" il compito "accidentale" di essere riusciti a catturarne un frammento ed averlo portato sulla terra, fruibile a tutti i mortali. Quasi mai si tratta di un processo pienamente consapevole, qualcuno potrebbe definirlo come uno stato di super-consapevolezza, ma più facilmente descrivibile invece come assenza da se stessi, almeno dalla parte razionale. Capita allora che si diventi strumento di quell'attimo meraviglioso, permettendogli di scendere sulla terra. Un linguaggio sconosciuto al cervello, ma pienamente riconoscibile, comune. Ci scuote, ci emoziona, ci turba e ci trasporta. La magia della musica, di certa musica
    Post edited by kaos73 at 2017-10-05 16:20:21
  • kaos73kaos73
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    Mi viene in mente una locuzione usata da "quelli bravi": Il tema dell'assenza..
    Inizio 1975, I PF ad Abbey Road non cavano un ragno dal buco, nonostante tre pezzi già rodati durante la tourneè invernale del '74. Ognuno è svogliato, pensa ai caxxi suoi, per errore sovra-incidono una versione pressoché definitiva dei synt dell'intro di Shine On e mai a detta loro riusciranno a riprodurla uguale. Poi si presentò Syd in studio senza che venisse riconosciuto in un primo momento da alcuno. Il filo conduttore del futuro album divenne allora tangibile, disceso così all'improvviso (insieme a Syd?) da una nuvola. Un modo romantico, forse banale, onirico di pensare la musica, certi pezzi musicali, pochi, pochissimi.
    Ma ancora oggi della parte 1 di Shine On non capisco (razionalmente) assolutamente niente, nata da un errore, da un paradosso, non capita e compresa a pieno dagli stessi autori. Ma mi emoziona profondamente, mi commuove, la riconosco come qualcosa che ho sempre conosciuto, una terra che ho calpestato in qualche tempo ed in qualche luogo, terra alla quale sento di appartenere
  • rael71rael71
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    kaos73 said:

    Mi permetto di sottolineare alcuni tuoi passi, che non posso che sposare...

    Fra i pezzi di musica che amo maggiormente ve ne sono alcuni per i quali non riesco immaginare siano frutto "solo" di una mano umana. Appartengono piuttosto ad un patrimonio sospeso, fluttuante in un certo qual modo sopra le nostre teste. Agli "autori materiali" il compito "accidentale" di essere riusciti a catturarne un frammento ed averlo portato sulla terra, fruibile a tutti i mortali. Quasi mai si tratta di un processo pienamente consapevole, qualcuno potrebbe definirlo come uno stato di super-consapevolezza, ma più facilmente descrivibile invece come assenza da se stessi, almeno dalla parte razionale. Capita allora che si diventi strumento di quell'attimo meraviglioso, permettendogli di scendere sulla terra. Un linguaggio sconosciuto al cervello, ma pienamente riconoscibile, comune. Ci scuote, ci emoziona, ci turba e ci trasporta. La magia della musica, di certa musica


    Una semplice canzone sul mistero dell'ispirazione
    Post edited by rael71 at 2017-10-05 18:45:48
  • my2centsmy2cents
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    @ kaos 73 Un linguaggio sconosciuto al cervello, ma pienamente riconoscibile, comune. Ci scuote, ci emoziona, ci turba e ci trasporta. La magia della musica, di certa musica”

    Concordo pienamente, è proprio un incontro di turbamento, di emozione e di trasporto

     ...La parola magia esprime un complesso di funzioni mentali della massima importanza, attive nel mondo primitivo e che ancor oggi sopravvivono dentro e fuori dai riti religiosi delle civiltà “evolute”, per quanto siano stati intaccati dalla conoscenza e dal ragionamento scientifico..." C. Sachs

    Uno dei suoi allievi, l'etnomusicologo M. Shneider riprende il tema “magico” della musica quando racconta l'episodio in cui degli indigeni cantarono il canto della “cicogna”. Secondo il racconto tutti ebbero chiaro che, anche se venivano espressi i movimenti dell'animale, i suoni “forza” non erano mai espressamente “descrittivi”. Quelle “forze” non possono essere espresse da musica puramente “descrittiva” perchè non hanno un equivalente visivo. Sono simbolo, e secondo lo stesso questa è la parte che pare rimanere anche nella nostra musica moderna .

    In fondo possiamo dire che è rimasta una radice “magica” in tutta la musica e in tutti i sogni. Questo per me è veramente un viaggio fantastico e toccante nelle musiche dell'altrove, non solo “fisico” ma anche “meta-fisico”. Un po' lungo ma merita pienamente. Il blues è di Gengis Khan ;)



    Post edited by my2cents at 2017-10-06 00:51:16
  • my2centsmy2cents
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    ...è ri-tornata l'ora di andare a dormire. Vado a sognare le mie "sirene"  I-)  ma mica mi faccio legare :D

    :
  • analogico_09analogico_09
    Posts: 22,597Member
    Sul "binario" dei sogni

    Post edited by analogico_09 at 2017-10-06 00:04:16
  • analogico_09analogico_09
    Posts: 22,597Member
    kaos73 said:

    Fra i pezzi di musica che amo maggiormente ve ne sono alcuni per i quali non riesco immaginare siano frutto "solo" di una mano umana. Appartengono piuttosto ad un patrimonio sospeso, fluttuante in un certo qual modo sopra le nostre teste. Agli "autori materiali" il compito "accidentale" di essere riusciti a catturarne un frammento ed averlo portato sulla terra, fruibile a tutti i mortali. Quasi mai si tratta di un processo pienamente consapevole, qualcuno potrebbe definirlo come uno stato di super-consapevolezza, ma più facilmente descrivibile invece come assenza da se stessi, almeno dalla parte razionale. Capita allora che si diventi strumento di quell'attimo meraviglioso, permettendogli di scendere sulla terra. Un linguaggio sconosciuto al cervello, ma pienamente riconoscibile, comune. Ci scuote, ci emoziona, ci turba e ci trasporta. La magia della musica, di certa musica


    Musica un po' come la forma scultorea che esiste già nel marmo, "basta" togliere l'incarto ed il sogno si è rivelato! 

    Però la musica, la cui sotanza è di natura onirica, si lib(e)ra nell'aria scaturendo dal sogno e non già dall'intelletto che solo la "riordina", e si sveglia e torna a dormire infinite volte, senza soluzione di continuità.

    La musica ha nel sogno la sua radice universale perchè nel mondo tutti abbiamo parole diverse mentre tutti sogniamo e "suoniamo" nello stesso modo... Riuscissimo a captare di più e più profondamente la musica del silenzio, la forma di linguaggio musicale più altro che ci sia, vorremmo tutti dormire da mane a sera per inebriarci di suoni e di musica, invece di ascoltare gli stereo e andare ai concerti... :)