Ingrandire virtualmente la stanza d'ascolto è possibile?
  • vittorio58vittorio58
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    Appurato che per crearsi una stanza d'ascolto, nel mio caso dedicata, curata dal punto di vista dell'acustica bisogna partire dai quattro angoli con delle bass trap per eliminare e o ridurre rimbombi, bassi e mediobassi gonfi, effetto melma che rende la porzione bassa dello spettro sonoro più o meno confusa. Ma per cercare di allargare il fronte sonoro e quindi cercare di allargare le dimensioni della stanza in modo virtuale dove dobbiamo andare a correggere: le riflessioni laterali? E per aumentare la profondità della scena bisogna correggere le due riflessioni posteriori? Per la stabilità e fermezza della scena e del fuoco il punto a metà della parete retrostante ai diffusori? Per l'eventuale eco fluttuante le riflessioni posteriori al punto d'ascolto? E anche il riverbero dovrebbe andare a posto da solo?
    E' giusto quello che ho scritto o solamente in parte o tutto quello che ho scritto è da modificare e/o completare.
    Prodotti da usare: tubi, dadd, pannelli, risuonatori ecc. ecc.
    Saluti.
    Vittorio
  • Paolo_ANPaolo_AN
    Posts: 927Member
    Vittorio, ci hai messo tutto!
    Intanto sarebbe già interessante poter (e saper) rispondere al quesito del 3D. Ci sono state infinite discussioni riguardo l'ampiezza della scena: io abbraccio la teoria che indica come scena normalmente corretta quella che si sviluppa all'Interno dei due diffusori; esistono poi registrazioni che, tramite l'uso di particolari accorgimenti (es. sfasamento dei segnali tra i due canali) permettono la riproduzione di scene molto al di là della larghezza dei diffusori, dando la sensazione che i suoni vengano, in certi casi estremi, anche da dietro le nostre spalle, ma sono manipolazioni, volute, ma che non hanno nulla di naturale.

    Quello che a grandi linee hai detto è sostanzialmente corretto, ossia la resa acustica del nostro ambiente è alla base anche della corretta ricostruzione del palcoscenico. Il controllo dei rimbombi, delle prime riflessioni anteriori, laterali, posteriori e del pavimento/soffitto avranno un effetto straordinario sulla riproduzione. Nessun fronte sonoro da allargare, a mio parere, ma ricerca sì del fuoco, della profondità, della giusta articolazione. Cosa usare? Dipende soprattutto da quanto puoi agire e quanto puoi spendere.
    Attendiamo altre opinioni ed approfondimenti.
    SME Model 10+SME Series IV; Benz Micro Glider SL; Lehmann Black Cube+PWX; Rega Apollo; Audio Research Reference 6; Audio Analogue Class A SE; B&W 802 Diamond; stanza 6,5x9x2,7 con trattamento acustico.
  • ric236ric236
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    Do per scontato che per apertura e profondità della scena tu ti riferisca a brani musicali correttamente registrati sia come timbro che come ambienza della ripresa, ovvero riprese di strumenti acustici, in tutti gli altri casi la "scena" è costruita.
    Imho, per allargare virtualmente la scena sonora dell'ambiente di riproduzione non c'è nulla da fare, puoi ricercare maggiore fuoco lavorando con il toe-in ma non potrai mai sentire ciò che non cè nel brano.....
    quindi l'obbiettivo è quello di rendere il più neutro possibile l'apporto "ambientale" della sala d'ascolto intervenendo con un trattamento acustico ottimale su tutto il range di frequenze, angoli, prime riflessioni,modali di seconda armonica, ecc..
    Post edited by ric236 at 2017-08-13 11:27:30
    naim Unitiseve, naim DAC+XPS, Pioneer LX91, Krell Hts7.1, Thule Audio PA350, PA250, PA150x2, Diapason, Sunfire, Wireworld, Supra, Synology, Oudimmo, Vicoustic
  • virman71
    Posts: 137Member
    La cosa che a me personalmente ha aiutatp ad allargare la cosiddetta "scena" è stato il togliere i pannelli assorbenti dalle prime riflessioni laterali anche perchè....misure alla mano,non servivano.

  • vittorio58vittorio58
    Posts: 916Member
    Quello che desideravo sapere era se avendo un locale di dimensioni x trattato correttamente chiudendo gli occhi potevo avere illusione di essere in un locale più grande. E se questo fosse possibile in quali punti dell'ambiente maggiormente intervenire.
    Vittorio
  • marcellomarcello
    Posts: 4,153Member

    Quello che desideravo sapere era se avendo un locale di dimensioni x trattato correttamente chiudendo gli occhi potevo avere illusione di essere in un locale più grande. E se questo fosse possibile in quali punti dell'ambiente maggiormente intervenire.



    Si è possibile : tempo fa avevo ascoltato un impianto di notevole caratura . Mi sembrava già suonare bene in un ambiente moderatamente curato acusticamente.
    Una paio di settimane dopo ero ripassato ad ascoltarlo : l'ambiente era pesantemente trattato con Tube Traps. L'impianto non era più lo stesso. Musica e basta, il tutto perfettamente a fuoco e sembrava l'ambiente essere di dimensioni maggiori. I diffusori  erano planari prima le Magnepan MG 3a, poi le AudioStatic ES 300 ...
  • vittorio58vittorio58
    Posts: 916Member
    marcellomarcello: ti ricordi quali punti dell'ambiente aveva modificato rispetto alla tua precedente visita?
    Grazie.
    Vittorio
  • marcellomarcello
    Posts: 4,153Member
    Non c'era un punto in particolare modificato : tutto l'ambiente era stato trattato. Non ho contato i Tube Traps presenti ma erano davvero numerosi tanto da sembrare un tempio con le colonne.
    Dietro ai diffusori, nelle pareti laterali , un po' meno nella parete di fondo retrostante al punto di ascolto.
    Il proprietario diceva che doveva ancora intervenire sul soffitto  in legno con grossi travi.
    Il pavimento parzialmente era ricoperto da un grande tappeto orientale piuttosto spesso e sottostante un materassino di alcuni cm ...

    La spesa riservata ai  Tubi Traps era chiaramente importante e l'impatto  alquanto invasivo  - ma ti assicuro -
    che prima le Magnepan MG 3a , poi le elettrostatiche AudioStatic ES 300 letteralmente  "sparivano" nonostante la mole.
    Questi pannelli a dipolo che conosco bene, lavorano in stretto rapporto con l'ambiente per via del  principio di funzionamento.
    E' un lavoro un po' da maniaci e per persone facoltose ma la sensazione di trovarsi di fronte ad una vera orchestra c'era tutta con assenza di colorazioni o forzature ... 

    Post edited by marcellomarcello at 2017-08-15 02:31:19
  • Paolo_ANPaolo_AN
    Posts: 927Member
    Ogni ambiente è a se, abbastanza inutile copiare altre configurazioni. Quello che ti devi augurare, Vittorio è che nel tuo si riesca a comprendere esattamente la scena "contenuta" nella registrazione, dove una sala da concerto sarà tale, quindi, probabilmente, dando la sensazione di trovarsi ad assistere all'evento reale. Il trattamento delle prime riflessioni anteriori e laterali - tanto per iniziare - è vitale per la corretta ricostruzione della scena. Fondamentale è sapere dove, come e quanto trattare.
    SME Model 10+SME Series IV; Benz Micro Glider SL; Lehmann Black Cube+PWX; Rega Apollo; Audio Research Reference 6; Audio Analogue Class A SE; B&W 802 Diamond; stanza 6,5x9x2,7 con trattamento acustico.
  • TrivellaTrivella
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    Anni fa lessi la prova dei correttori ambientali della Harmonix Combak. Si tratta di bottoncini che vanno messi sulle pareti. Assolutamente non intrusivi. L'effetto che si diceva era quello di far sembrare molto più grande l'ambiente. Fisicamente potrebbe sembrare impossibile ma rilevazioni strumentali alla mano effettivamente avevano funzionato. Io ho avuto altre esperienze di prodotti di quella marca e devo dite che funzionano!
  • TitianTitian
    Posts: 2,875Member
    Per me prima di chiedersi come si arriva a fare qualcosa bisogna chiedersi il perchè.
    Qual'è lo scopo del ascolto e del impianto.
    Per esempio perchè (non) si vuole avere una larghezza della scena che vada oltre i diffusori?


    Impianto: Nestorovic System 16, Nestorovic NA-1, Krell FPB 700cx, Aesthetix Callisto + IO Eclipse, Metronome CA8+, Kalista, AAS Gabriel 2002, Goldfinger statement, Fadel Art....
  • vittorio58vittorio58
    Posts: 916Member
    Io vorrei aumentare la distanza tra i due diffusori. Attualmente i tweeter dalle laterali sono a 60 cm. Vorrei portarli a 50 / 40 cm. dalle laterali ma in questo modo non vorrei che interagissero troppo con le pareti. E' per questo che vorrei cercare di trattare le pareti laterali in modo che "scompaiano" all'ascolto. Ho scritto scompaiano ma avrei dovuto scrivere "in modo che diminuiscano gli effetti negativi sulle riflessioni".
    Vittorio
  • Paolo_ANPaolo_AN
    Posts: 927Member
    Ma, allo stato attuale, le prime riflessioni laterali sono trattate o no?
    SME Model 10+SME Series IV; Benz Micro Glider SL; Lehmann Black Cube+PWX; Rega Apollo; Audio Research Reference 6; Audio Analogue Class A SE; B&W 802 Diamond; stanza 6,5x9x2,7 con trattamento acustico.
  • vittorio58vittorio58
    Posts: 916Member
    Più o meno con mobili. Non correttamente.
    Vittorio
  • ernesto14
    Posts: 169Member
    In una situazione ambientale probabilmente simile alla tua, ovvero di una stanza da musica di piccole dimensioni, la mia di neanche 12 mq, verosimilmente al limite del buon ascolto, (tenuto conto che per un corretto ascolto e necessario avere delle dimensioni e dei rapporti adeguati), ho trovato una prima soluzione del problema "prime riflessioni" laterali inserendo delle semplici tende alle due pareti, (una da una parte alla finestra, e una dirimpetto al muro, per simmetria). Ho anche messo una tenda dietro i diffusori. Queste prime manovre hanno dato dei discreti risultati, migliorando senz'altro la resa sonora globale. Chiaramente occorre ben altro per avere buoni risultati, infatti sto lavorando in tal senso, prevedendo due traps agli angoli e dei pannelli assorbenti/diffondenti alle pareti, ma, intanto, mi sembra un buon inizio. E poi la parete dietro il punto di ascolto, (ho una libreria), e il soffitto (al momento nudo).
  • ernesto14
    Posts: 169Member
    Quindi, Vittorio58, la tua domanda è verosimilmente mal posta.  Ai fini dell'ascolto di musica, l'obiettivo non è  allargare virtualmente la stanza,  (forse possibile un pochino tramite pannelli diffondenti, ...), ma prendere atto delle caratteristiche della stanza e apportare gli interventi che, data una situazione di partenza x, consentono di  raggiungere livelli di ascolto migliori.  Nella mia esperienza personale una stanza piccola,  oppure mal dimensionata, rimane tale.  Però si possono apportare correzioni che consentano di arrivare ad un "second best" accettabile, e mi sembra un buon obiettivo da perseguire, direi, prima di rompere il  banco e determinare il fallimento della tua domanda iniziale.  
  • ernesto14
    Posts: 169Member
    Mi tocca comunque fare due passi indietro, come i gamberi, per dire che F. Alton Everest nel suo manuale di acustica nel capitolo dedicato ai  diffusori di Schroeder dice che si possono ottenere delle accettabili voci registrate perchè ""diffusing elements create a larger room sound.""    Personalmente non ho esperienze in proposito, mi ci sto dedicando,  ma ancora sono alla fase progettuale/sperimentale.  Ad ogni modo credo che, per tutte le stanze da musica, e soprattutto medio-piccole,  questo sia un argomento di approfondimento molto interessante con  possibili significativi ritorni in termini di  miglioramento della resa acustica del locale. 
    Leggevo da qualche parte che sono necessari almeno 1,50/2,00 metri dalla cassa acustica affinchè i pannelli diffusori possano espletare la loro funzione,  per cui probabilmente in una piccola stanza non sono idonee al posizionamento di pannelli diffusori la zona delle prime riflessioni e quella dietro le casse acustiche, qualora più vicine della predetta distanza.   Per questo motivo io starei pensando al posizionamento a soffitto, ed eventualmente dietro le tende (non spesse), ma è tutto da sperimentare.  
  • TrivellaTrivella
    Posts: 1,017Member
    Io sapevo 2,5 mt.
  • time_domain
    Posts: 5Member
    Scusate,
    di solito quando si parla di distanze relativamente ai diffusori di Schroeder,  si intende la distanza minima tra i pannelli e l'ascoltatore, che  cresce tanto più è "profondo" il pannello.
  • stanzanistanzani
    Posts: 20,033Member
    PRIMA di intervenire con correttori passivi bisogna eseguire ed ANALIZZARE le misure
    ... you aren't hearing an improvement because of the format. You're hearing it because of the remastering ...
  • ernesto14
    Posts: 169Member
    Time, non posso essere completamente d 'accordo con te. Mi spiego. Le orecchie di chi ascolta sono un elemento imprescindibile, di solito attaccate alla testa di un lui che siede in poltrona. Talora ronfando, se ha messo su una bella messa alto-medievale. Poi improvvisamente si sveglia, per qualche tintinnio super acuto della messa, e riceve il suono delle casse, che stanno mettiamo a 3 metri. Ma riceve anche il suono delle riflessioni laterali, e di quelle dietro alle casse, le quali, a causa di quei 50 cm., arrivano praticamente insieme a quelle dirette delle casse, diminuendone la definizione. Se invece io dietro e lateralmente metto dei pannelli assorbenti, o tende, il suono diretto delle casse risulta più pulito.
    È qui mi riattacco al 3ed, perché a quel punto forse si perde di ambienza. Io penserei di dare ambienza e aria al suono, mettendo dei pannelli diffrangenti a soffitto, il cui suono rifratto dovrebbe arrivare alle orecchie dell'ascoltatore a seguito del suono diretto, ma non in competizione con questo, perché l'intervallo temporale dovrebbe essere tale da fare percepire due suoni distinti. Se poi il soffitto e troppo basso, o ll'ascoltatore ascolta di inpiedi, (mettiamo un individuo di due metri con un soffitto di 2.40, rimane circa un metro, che è insufficiente). bisogna che si sieda.