La sindrome de La corazzata Potëmkin
  • °Guru°°Guru°
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    Senza coinvolgere questo stupendo film, prendo spunto da colui che questa strana sindrome l'ha portata prepotentemente all'attenzione dei cinefili: parlo di quelle opere che chissà perchè uno si sente in dovere di dire che apprezza, quasi che manifestare la propria indifferenza o peggio noia alla visione sia blasfemia. Non è ben spiegabile l'origine della malattia; pare colpisca anche i critici. Fortunato ovviamente colui che gira film contagiosi. Per me uno di questi è Kore-eda. Non che siano brutti film, anzi, però fanno venire due cachi con tutti quegli ossequi... vabbè, il Giappone è così, però... e poi non mi pare arrivi a conclusioni poi così argute. Però ti confeziona così bene il film, nessuna concessione alla ricerca di un'emozione, che lo spettatore e il critico si vergognano a dire che in fondo è una cagata. Quasi che il regista ci tenga a girare film che appaiano impegnati. Ci metto anche Farhadi. E già che ci siamo... anche l'ultimo di Ken Loach!
    Francesco. VHF Running Team.
  • bluesman74bluesman74
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    Stupendo film? Io sono in linea col pensiero fantozziano....
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  • analogico_09analogico_09
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    Stupendo film? Io sono in linea col pensiero fantozziano....



    Temo che il pensiero fantozziano non sia quello che pensi tu. Anzi, Fantozzi non ha un pensiero, fa e azzecca una battuta sarcastica ed epocale riferita a quelli del pubblico e della critica che hanno il vezzo di dire che un film è bello anche se per loro fa cagare, o che non lo capiscono, magari per compiacere qualcuno, il capufficio cinefilo che costringe i subordinati a partecipare a noiosi cineforum, oppure per sentirsi all'altezza della situazione come "intenditore" di film che "devono piacere per forza"...
    Fantozzi se lo poteva permettere di fare la battuta grottesca con la quale non intendeva affatto colpire e sminuire uno dei film più importanti e straordinari della storia (che sta al linguaggio, alle tecniche e all'estetica cinematografica come La Divina Commedia alla lingua italiana, senza il cui apporto il cinema non sarebbe stato lo  stesso) della cui grandezza era cosciente, sicuro che che chiunque avrebbe capito il senso e il fine veri della sua battuta... La quale, a quanto pare, era più sottile di quel che si pensi.., a riprova della sottovalutata e sulfurea genialità del mai troppo rimpianto Paolo Villaggio, che belzebù lo abbia in gloria... >:)
    Post edited by analogico_09 at 2017-08-05 23:13:51
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
    - "Fare un film - cioè raccontare la storia di un uomo, di una donna, di due o più persone, in meno di due ore, o in almeno due ore - è un'impresa terrificante, che merita molto più dell'abilità tecnica di una prostituta." - John Cassavetes
  • °Guru°°Guru°
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    Bluesman comunque non ama questo film e lo considera sopravvalutato. E voi, quali film o registi ritenete sopravvalutati, e pensate che in tanti si vergognino a dire che sono dei bluff, perchè temono il giudizio del professorone o di chi si crede tale?
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  • bluesman74bluesman74
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    Fellini, sicuramente il regista più sopravvalutato della storia
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    Paolo Villaggio, assumendosi la responsabilità di ciò che il suo personaggio aveva affermato ha giustamente umiliato un certo atteggiamento degli intelettuali di sinistra. A prescindere dai suoi personaggi Villaggio era davvero brillante e acuto. Vedasi il suo giudizio su Madre Teresa di Calcutta definita un'egoista senza scrupoli.
    Ci sono quegli intellettuali onanisti che si vedono "Uscita dalla fabbrica" dei fratelli Lumiere e vanno in brodo di giuggiole. Non capendo che non è un film è una sperimentazione. Mutatis mutandis anche la Corazzata è un'espressione più significativa ma anni luce distante dalle espressioni più alte che sarebbero venute con l'epoca d'oro di Hollywood, quella stessa Hollywood criticata perché troppo commerciale e troppo facile.
    Bravo Paolo, hai fatto bene!
  • °Guru°°Guru°
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    Fellini, sicuramente il regista più sopravvalutato della storia



    Anch'io lo trovo un po' sopravvalutato, in primis 8e1/2 e poi Amarcord, ma trovo si tratti comunque di ottimi film.
    Francesco. VHF Running Team.
  • trabanttrabant
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    non me ne vorrà l'amico Guru ma per me i film di Kore-eda sono tutto il contrario di film che "vogliono apparire impegnati", li trovo sinceri anche quando contengono scene tutto sommato sdolcinate (tipo father & son), e quando finisco di vederli esco dalla sala col sorriso e non è poco

    su Farhadi invece concordo, regista osannato dalla critica politically correct ma allineato al regime e conservatore fino al midollo

    tra gli autori che non sopporto metterei Ozptetekek e l'ultimo Virzì, il primo perché non fa altro che infiocchettare il nulla a beneficio e sollazzo delle signore bene, il secondo perché s'è messo a fare, con esiti deprecabili, la critica di una borghesia della quale non capisce nulla perché non è il suo mondo, essendo nato e cresciuto nei quartieri popolari di Livorno

    sul duo Castellitto/Mazzantini poi è meglio che non mi esprimo perché potrei trascendere







  • alexisalexis
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    bluesmann non fare il webbete...
    L-)
  • XabarasXabaras
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    Lo sapete che durata ha "la corazzata Potemkin"? :D

    azz... ho verificato su wiki... mi avevano detto di meno... un film normale, insomma.
    Post edited by Xabaras at 2017-08-07 12:51:30
    Il locale è triste e sta sempre qua, Mauro
  • bluesman74bluesman74
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    Ecco la mia personale classifica dei migliori registi:

    Mario Bava
    Lucio Fulci
    Aristide Massaccesi
    Alejandro Jodorowsky
    Christoph Kieslowski
    Emir Kusturica
    David Lynch
    Fernando Di Leo
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  • °Guru°°Guru°
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    trabant said:

    non me ne vorrà l'amico Guru ma per me i film di Kore-eda sono tutto il contrario di film che "vogliono apparire impegnati", li trovo sinceri anche quando contengono scene tutto sommato sdolcinate (tipo father & son), e quando finisco di vederli esco dalla sala col sorriso e non è poco


    su Farhadi invece concordo, regista osannato dalla critica politically correct ma allineato al regime e conservatore fino al midollo

    tra gli autori che non sopporto metterei Ozptetekek e l'ultimo Virzì, il primo perché non fa altro che infiocchettare il nulla a beneficio e sollazzo delle signore bene, il secondo perché s'è messo a fare, con esiti deprecabili, la critica di una borghesia della quale non capisce nulla perché non è il suo mondo, essendo nato e cresciuto nei quartieri popolari di Livorno

    sul duo Castellitto/Mazzantini poi è meglio che non mi esprimo perché potrei trascendere









    Tranquillo, non te ne voglio :)) In effetti ero un po' indeciso se partire proprio da Kore-eda, è che l'altra sera m'ha fatto incazzare con  "Ritratto di famiglia con tempesta": non male ma neanche chissà quanto a originalità, e alla fine il pubblico è uscito muto, nessuno che si sia azzardato a commentare. Creso siano stati colpiti tutti dalla sindrome, e nessuno aveva il coraggio per paura d'esser cazziato :D Credo però non sia la miglior prova del regista. 

    Ricordo come mi scomparì l'osannato Farhadi quando vidi il fantastico "Taxi Teheran" di Panahi. 

    Virzì per me è bollito da tempo. Il duo invece credo sia spinto perchè è nel giro giusto, quello di registi, distributori e critici che vanno in trattoria insieme.

    Del cinema coreano che ne pensate?


    Post edited by °Guru° at 2017-08-07 16:59:49
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  • trabanttrabant
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    belli i film di Park, con Oldboy stupendo ma oltre la trilogia anche Stoker mi è piaciuto

    quelli di Bong invece (memory of murder in primis) interessanti ma strani, evidentemente le differenze culturali si fanno sentire

    dippiù ninzò
  • trabanttrabant
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    avevo dimenticato di menzionare la deriva estetizzante del recente Malick a partire da the tree of life
  • °Guru°°Guru°
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    Ottima menzione, trabby... tanta la voglia di fare un capolavoro con TTOL che s'è incartato. Tutti a uscire dalla sala col muso lungo, ma poi giù  a magnificarlo...
    Francesco. VHF Running Team.
  • analogico_09analogico_09
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    Mi sa che la battuta di Fantozzi è stata presa troppo sul serio.., è andata oltre le intenzioni e le aspettative di VIllaggio, il quale non intendeva gettare il marchio dell'infamia su un film assolutamente meraviglioso.., nè umiliare addirittura certi atteggiamenti dei critici.., perchè poi solo di "sinistra" soloddiolosà.., la si butta pure qui in politica...
    Non si può continuare all'infinito a trasformare una battuta geniale e sarcastica e goliardicamente allusiva ma senza seriose e mirate irriverenze, in uno stracotto e rozzo stereotipo pure politichese che gratifica chi la prende alla lettera e cerca con quello di giustificare e dare un senso ai propri limiti frutivi e conoscitivi cinematografici...
    La verità è che era troppo sottile la battuta del "nostro" sarcasticone, e non è stata capita.., o è stata stracapita.., e quelli che non l'hanno capita o l'hanno stracapita, ne sono più che certo, nella maggior parte dei casi non hanno mai visto la Corazzata Potiomkin nè mai la vedranno, e però giudicano, disprezzano senza sapere, restando i veri e involontari bersagli dalla battuta stessa.., come dire.., se la personalizzano praticamente addosso...
    Per il resto.., vengono citati altri registi e altri film.., legittimo criticare e ridimensionare, o non farsi proprio piacere, perfino Bach, o Scespir, o Michelangelo, o Fraccazzo da Velletri... :D , e nello specifico il tale regista, il tale film "epocali"; però, soprattutto quando si entra nei territori del "sacro", si motivassero anche, al minimo, certe sentenze così "impegnative" e lapidali, la discussione se ne avvantaggerebbe e si apparirebbe più credibili.
    Dopotutto la curiosità di sapere perchè un regista del calibro di Fellini sia sopravvalutato, o solo un po' sopravvalutato, idem alcuni suoi film epici, è grande, viene da se, ed è altrettanto legittima e spontanea.., ma non è obbligatorio soddisfarla, ci mancherebbe.
    (per la cronaca sia Fellini sia i suoi film citati sono popolarissimi e amatissimi da pubblico e critica di tutto il mondo non solo occidentale, non dalle nicchie cinefile e ctitiche che si fanno piacere i film per forza - che mettono in imbarazzo i "fantozzi" che si ritrovano per loro stessa pavidità costretti a dire che il film l'è bel anche se li fa cagare - i quali gridano tutti in coro e a squarciagola al capolavoro! Otto e mezzo, mai si era visto prima un impianto filmico onirico-psicanalitico così originale, unico, personalissimo, è diventato un sicuro paradigma, una irresistibile fascinazione che hanno spinto diversi grandi registi mondiali a girare il loro personale 81/2 "alla Fellini".., perfino Kitano che è giapponese).
    Ma sia chiaro, il mio è solo un auspicio, un suggerimento, ognuno è libero di metterla come preferisce, anche di sentenziare senza motivare, però così il topic potrebbe "sottovalutarsi", finire come una sorta di sfogatoio oppure di padiglione del luna park dove si va a fare il tiro libero con le palle di pezza alla 'ndo cojo cojo e si vince il pupazzo di pelusche se si fanno tre centri consecutivi... ;)

    Post edited by analogico_09 at 2017-08-07 22:05:28
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
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  • analogico_09analogico_09
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    Per quanto riguarda La Corazzata Potemkin, che leggo in giro sarebbe anni luce inferiore ad altri film di tutt'altra nazionalità e cultura non solo cinematografica, non è stato specificato alcun titolo filmico dell’altra sponda in modo da poter capire di cosa si stia concretamente parlando.

    Sta di fatto (fatto storico/estetico oggettivo, patrimonio dell’umanità) al netto degli inutili paragoni e forzate contrapposizioni, dei giudizi di merito assoluti e "competitivi" che nella grande arte non possono stabilire nessun tipo di priorità, proprio non esistono.., che il film di Eisenstein, universalmente riconosciuto come uno dei primi più grandi registi di sempre, che getta importanti e primigenie basi dell'arte cinematografica mondiale, non può essere distante anni luce in termini di qualità artistica dai grandi film dell’ age d'or della straordinaria cinematografia hollywoodyana che invero prende molto, pur essendo diversissimi, dal grande "magazzino" tecnico/formale, estetico/stilistico/linguistico della Corazzata e del suo immenso autore, dagli ineludibili, rivoluzionari e modernissimi paradigmi cinematografici, di “montaggio” specialmente, lasciti di un capolavoro assoluto, e di egli altri capolavori del suo autore, dell’arte del novecento. 
    Tra l'altro Eisenstein amava molto il cinema Hollywoodiamo, che tutti amiamo (non è dato sapere da chi sarebbe "criticato”.., chi potrebbe criticare capolavori “realistici” e della “denuncia” sociale-politica, nello stesso tempo esistenziale e lirico, come ad esempio Furore di Ford, che ha dei punti di contatto estetici e “concettuali” con la Corazzata,  la fotografia molto contrastata, lunghe e nette ombre minacciose, e siamo anche nei pressi di Ombre Rosse, e il passo verso Hitchcock si fa breve...) ove si recò personalmente, con esiti burrascosi, grande estimatore del cinema di animazione di Disney dal quale apprese devotamente molto. Chi lo avrebbe mai detto, un regista "cantore" della rivoluzione russa… Invece la grande arte non ha confini e non ha graduatorie, non ha “colori” politici, non si presta ai paragoni che non servono a nulla.
    Per quanto riguarda l'Uscita dalla fabbrica dei Lumiere, le prime, stupefacenti, pioneristiche immagini della nuova arte nascente, un po’ come scoprire la "parola" per le prime volte - cosa avrei dato per poter essere lì, in diretta!… - che nella loro apparente staticità tantrica contengono infiniti punti di vista, se si sa "guardare", come l’espressione apparentemente modesta (scriveva Bunuel) ” di Buster Keaton, sebbene sia opera "sperimentale" è pur sempre un "film", un docu-film, un cortometraggio "espressivo", chiamiamolo come vogliamo, ma un film! Un occhio che registra la realtà della vita, della gente.., del quotidiano.., di un'epoca, quindi esteticamente e poeticamente compiuto. Come ritrovare in campo archeologico le prime fondamenta dell'antica città di Roma, o le mura di Troia.., solo non in stato di ruderi.., un valore artistico-culturale immenso, inestimabile, una più che valida ragione per andare in brodo di giuggiole, o anche di gallina.., nello stra-vederlo!
    E’ in questa primissima e più “modesta” traccia filmico-documentaristica che si innesta ANCHE la grande opera di Dziga Vertov, L'uomo con la macchina da presa, che, prendendolo a preteso, come mero approccio formale, trasfigura il "documentario"...
    Post edited by analogico_09 at 2017-08-07 20:21:39
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
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  • °Guru°°Guru°
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    Ma alla fine della fiera quali sono i registi o i film che ritieni sopravvalutati, o addirittura cagate pazzesche?
    Francesco. VHF Running Team.
  • analogico_09analogico_09
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    °Guru° said:

    Ma alla fine della fiera quali sono i registi o i film che ritieni sopravvalutati, o addirittura cagate pazzesche?

    La fiera è sempre aperta, Francesco... senza fiera non c'è scambio, non c'è commercio, solo ristagno.., no hay banda... venghino signori venghino.., non ve le lo do per mille, non ve lo do per cento.., ve lo voglio regalare!!!... :D

    Battute a parte.., questo topic mi sembra più articolato rispetto a come mi poni ora la domanda; non è un semplice dire quali siano i film e i registi che tout-court e in asoluto riteniamo sopravvalutati o "cagate pazzesche" (sotto tale aspetto abbiamo già dato in altri topic analoghi..), bensì, se non ho capito male, di dire questo, in maniera "liberatoria", alla: finalmente mi tolgo un peso dalla stomaco.., di quei film generalemte ritenuti universalmnte capolavori o cmq molto celebrati, che non possono essere criticati, che debbono piacere per forza, per non sentirsi inadeguati, balsfemi e incompetenti di fronte a quei critici cosiddetti di "sinistra", onanisti, giansenisti e fanzazzisti, settarici e lobbisti che invece li sopravvaluterebbero ed "incenserebbero" magari senza capirci una sega... Realtà "critiche" che invero esistono, purtroppo, ma senza generalizzare ad personam...
    Io non ho di questi "complessi", non ho risentimenti o timori reverenzial-fantozziani verso la critica, soprattutto verso quella codina e pennivendola di regime dalla quale non mi faccio nè influenzare nè intimidire; a me un film piace o non piace, lo critico positivamente o negativamente solo in base al mio personale punto di vista che mi piace ovviamente confrontare e che tiene tuttavia conto dei pareri degli altri appassionati di cinema come me e della critica che entrambi stimo, di cui mi "fido" (dove non, manco la leggo) , anche se non dovessi essere d'accordo.

    Quindi non ho da citare film e registi che ritengo sopravvalutati o cagate pazzesche sotto quest'ottica specifica.., e, in assoluto, per rispondere alla tua domanda, trovo, imho, sopravvalutati e "cagate pazzesche" tutti i film di Lars Von Trier, ante e post "Dogma", ad eccezione di Kingdom che è una miniserie televisiva, perchè non mi piace la sua estetica, il suo stile cinematografico, la sua intenzione scandalizzatrice e provocatrice da "parvenu" che trovo rozza, effettistica, ricattatoria, pornograficamente autoreferenziale, misognina, ecc. In questa discussione motivai in maniera più approfondita...
    Con l'occasione, a proposito dei critici che metterebbero "soggezione" i malcapitati spettatori "fantozziani", vorrei stigmatizzare quella critica radical-chic  (nè di "destra", nè di "sinistra".., solo rampantista..., esclusa quella intellettualmente onesta e in "buona fede" che dunque ne parla bene in tutta coscienza) , la quale ha posto il regista danese su un piedistallo che per me non gli compete, mentre, più o meno gli stessi, hanno osteggiato, sminuito, reso "invisibile" (perlomeno nel Belpaese) il cineasta che secondo me è, e sarebbe stato riconosciuto tale a suffraggio universale, se non avesse subito varie forme di vergognoso ostracismo "critico" (speriamo che non sia stata detta l'ultima pariola) l'autentico; parlo di quel raro genio innovatore, fautore di un cinema "multimediale", pluri-artistico, davvero avanzato e "aderente" alle realtà contemporanee, con profonde radici nel passato, che ha per nome Peter Greenaway.., regista cinematografico, anche architetto, pittore, fotografo, studioso, grande conoscitore d'arte, di musica, ecc...  ma questo è un altro discorso.
    Post edited by analogico_09 at 2017-08-08 16:43:32
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
    - "Fare un film - cioè raccontare la storia di un uomo, di una donna, di due o più persone, in meno di due ore, o in almeno due ore - è un'impresa terrificante, che merita molto più dell'abilità tecnica di una prostituta." - John Cassavetes
  • trabanttrabant
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    dal momento che vedo parecchi film quelli che non mi colpiscono li rimuovo, però ora che mi viene in mente la mia personale corazzata kotionkin è ... la trilogia de il signore degli anelli :-(
    Post edited by trabant at 2017-08-08 21:44:25
  • analogico_09analogico_09
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    trabant said:

    dal momento che vedo parecchi film quelli che non mi colpiscono li rimuovo, però ora che mi viene in mente la mia personale corazzata kotionkin è ... la trilogia de il signore degli anelli :-(



    Quoto a manetta...
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
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  • analogico_09analogico_09
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    Magnolia di P. T. Anderson.., molto coccolato dalla critica per me una trave tra capo e collo... Una di quelle non frequentissime volte in cui ho desiderato di fuggire e non l'ho potuto fare per motivi di cronaca...


    Post edited by analogico_09 at 2017-08-08 23:01:04
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
    - "Fare un film - cioè raccontare la storia di un uomo, di una donna, di due o più persone, in meno di due ore, o in almeno due ore - è un'impresa terrificante, che merita molto più dell'abilità tecnica di una prostituta." - John Cassavetes
  • bluesman74bluesman74
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    Donnie Darko....

    Fantastico
    Free Bird
  • analogico_09analogico_09
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    "Fantastico" non lo conosco...
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
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  • trabanttrabant
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    non si possono dimenticare Sacro GRA e Fuocoammare, due film arrivati nelle sale già blasonati dai premi vinti, ricordo la fine della proiezione del secondo dove il pubblico si aspettava di vedere le storie dei migranti e si è trovato ad assistere al bambino che aspirava gli spaghetti, nonostante qualcuno tentasse di abbozzare un ragionamento lo sconcerto all'uscita regnava sovrano =))
  • bluesman74bluesman74
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    "Fantastico" non lo conosco...



    Quello con Jenny Zacanella....
    Free Bird
  • analogico_09analogico_09
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    Chi, la sorella di Bombolo er Pugnetta?
    Peppe. - "Tradizione significa custodire il fuoco, non adorare le ceneri". Mahler
    - "Fare un film - cioè raccontare la storia di un uomo, di una donna, di due o più persone, in meno di due ore, o in almeno due ore - è un'impresa terrificante, che merita molto più dell'abilità tecnica di una prostituta." - John Cassavetes